La mia pittura nasce dal colore, non dal soggetto. E’ il colore a suscitare in me un’immagine, una sensazione, una possibilità. A volte può essere un elemento reale a suggerirmi una combinazione cromatica, ma ciò che mi spinge a dipingere non è ciò che vedo, bensì il modo in cui il colore mi colpisce. Parto così da una percezione essenziale, da pochi colori e da una sensazione.

Ogni gesto modifica quello precedente. Un segno apre una possibilità, un colore ne richiama un altro, una parte della superficie può essere coperta, cancellata o lasciata emergere. Il dipinto si costruisce attraverso un dialogo continuo tra ciò che immagino, ciò che sento e ciò che la pittura mi restituisce.

Non cerco di rappresentare la realtà visibile, ma di dare forma a qualcosa che appartiene a una dimensione interiore: emozioni, tensioni, ricordi, silenzi, sensazioni che rimangono spesso al di là delle parole. La pittura mi permette di renderli presenti senza doverli definire.

La materia è parte fondamentale di questo processo. La sovrappongo, la interrompo, la rimuovo, la lascio affiorare. Ogni strato conserva una traccia di ciò che è avvenuto prima; anche ciò che viene cancellato continua a essere presente sotto la superficie. La tela diventa così memoria del percorso e del tempo dell’opera.

Hanno scritto di lei:

 Il Pittore, Professor Mauro Marchini:

“Linee, intrecci, sovrapposizioni, accostamenti, scansioni orizzontali e verticali definiscono la superficie di una pittura capace di immagini che affiorano da essa stessa. E’ la pittura che genera le immagini, un accrescimento organico che segue le regole di un’immaginazione che è invenzione, traccia misteriosa, pulsione, proiezione. La pittura non è cronaca della vita, è vita essa stessa e le colature di colore, i segni, la materia pittorica non hanno bisogno di ricorrere ad alcuna forma in quanto parlano, suggeriscono, emozionano il cuore e la mente di chi osserva. Come la vita, le pitture di Francesca possono essere veloci o lente, caotiche o ordinate, tristi o allegre, ma sempre autentiche e spontanee.”

la Critica d’arte Eles Iotti:

“Le opere informali di Francesca Cassoni, lontane da strutture narrative retoriche quanto da rapporti figurativi di sudditanza con il reale ci catapultano dentro ad una esperienza estetica emozionale ancor prima che visiva. La pittura come esigenza interiore è l’imperativo a cui Francesca risponde: le sue opere vengono alla luce senza un progetto e si misurano contemporaneamente con momenti eterni e attimi precari della vita nel suo scorrere. Le opere di Francesca sono moderne parenti del sublime romantico: affascinano perché molto lontane dalla cultura azionale della ragione e dalla fiducia nella tecnologia, ma molto vicine alle forze creatrici della Natura.  

Non serve il ciarpame delle parole per entrare in questi accadimenti pittorici forse solo la lontana filosofia atomistica che ha tentato di spiegare la composizione del mondo attraverso sistemi di aggregazione casuale e spontanea degli atomi potrebbe soccorrerci. Con il rifiuto della forma nelle opere di Francesca acquistano supremazia la superficie, il segno, la materia, il colore, nelle sue composizioni astratte grande valore hanno il peso e l’equilibrio orientati a trasmettere energia. Una poetica calda di bagliori di rossi   e di neri assoluti che elegantemente richiamano l’informale italiano di Burri.

la Storica dell’arte Dott.ssa Manuela Bartolotti:

“La pittura di Francesca Cassoni è una pittura impetuosa, dal segno frenetico e incisivo, è fatta di intrichi di suoni e di fecondi silenzi, d’un approccio insaziabile alla vita che lei cattura nelle sue fibre, denudandola e lasciandole scoperta l’anima d’ombra e luce…”

l’Esperto e Critico d’arte Paolo Stranieri:

“Francesca, dopo un iniziale accostamento all’espressionismo astratto americano, ha cominciato a dipingere con quella che da sempre è la sua forza pittorica. Tanta materia informale con colori forti, rosso soprattutto, energia e sensibilità inesauribili, orgogliosamente donna e pittrice vera. I suoi dipinti non danno spazio a forme di piacevole esteticita’ o a figure facilmente comprensibili. Francesca cerca l’anima, a volte anche cattiva. Le sue pennellate non sono mai banali, ti catturano, in ogni caso ti fanno pensare…”

l’Architetto Alberto Cacciani:

“Osservando le opere di Francesca Cassoni è evidente come il segno assuma le caratteristiche di un gesto spontaneo che veicola i sentimenti dell’anima e prende forma sulla tela in armoniosa assonanza con la percezione della realtà.

L’astratto informale è il tema artistico preferito dalla pittrice. Il linguaggio pittorico si manifesta come un rifugio dello spirito, in cui astrazione e immaginazione trovano ampio e delicato respiro.

L’artista nell’apprendere la lezione imposta dal secolo scorso, nel quale i linguaggi visivi si sono svincolati da schemi espressivi prestabiliti, attraverso nuove scelte espressive offre all’osservatore esperienze estetiche profondamente diverse rispetto a quelle proposte dalla pittura formale. Con lo sguardo che si posa sui piani scomposti e sulle linee interrotte del colore possiamo percepire la materializzazione di intensi momenti di vita e una profonda attenzione nell’ascolto del proprio io che prende forma in una gradevole armonia immateriale che esprime la forza della sua pittura”